Alighiero Boetti
Alighiero Boetti

Biografia.

Alighiero Boetti nasce a Torino nel 1940.

Esordisce nella seconda metà degli anni Sessanta. Dopo la prima esposizione alla Galleria Christian Stein di Torino nel 1967, partecipa alle manifestazioni del movimento ‘Arte Povera’, con un lavoro che si distingue per la molteplicità di interessi e lo sperimentalismo espressivo.

Autodidatta, l’artista è interessato alla cultura orientale e a diverse discipline, come la filosofia e l’alchimia. Nell’ambito del Concettuale, sviluppa un lavoro teso alla reinvenzione dei linguaggi, utilizzando sistemi matematici e linguistici. Elabora operazioni costruttive elementari (come le cataste di eternit nel 1966-67) e proposizioni tautologiche (la vetrata trasparente Niente da vedere niente da nascondere nel 1969).

Dal 1968 attua lo sdoppiamento della propria figura di artista con l’opera Gemelli: una cartolina postale dove si vede Boetti che tiene per mano un altro se stesso, simile ma non identico, mentre camminano in un viale alberato. Alla fine del 1972 si trasferisce a Roma e inizia a firmarsi “Alighiero e Boetti”. Il lavoro sul tema del doppio corrisponde spesso alla realizzazione di opere e progetti con interventi esterni, che coinvolgono una pratica anonima e collettiva.

Vengono dichiaratamente affidati a molteplici esecutori le carte ricoperte di tratteggi a penna a biro, i ricami Mappa, riproducenti un planisfero politico dove ogni nazione è indicata con i colori della propria bandiera (realizzati dal 1971 in Afghanistan), altri tipi di ricami con lettere che compongono testi in italiano e nella lingua afghana (farsi) o con elementi figurali accostati l’uno all’altro fino a ricoprire l’intera superficie della tela (Tutto).

Ai numerosi procedimenti che Boetti sperimenta, si affiancano spesso il senso del gioco e la piacevolezza del colore. In un’intervista al ‘Corriere della Sera’ del 19 gennaio 1992, parlando dei ricami ‘Tutto’, l’artista dichiara:”Per non creare gerarchie tra i colori li uso tutti. Il mio problema infatti è di non fare scelte secondo il mio gusto ma d’inventare sistemi che poi scelgono per me”.

Come ogni artista concettuale, usa materiali insoliti che riflettano la momentanea funzionalità del discorso. La sua ricerca si è sviluppata in direzione Concettuale, con particolare attenzione agli aspetti lucidi e combinatori.

Alighiero Boetti termina la sua esistenza a Roma nel 1994.

“orologio annuale”
(1984)

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