Donata Paruccini
Donata Paruccini

BIOGRAFIA
Donata Paruccini nasce a Varedo nel 1966, in provincia di Milano, ma trascorre l’infanzia e gli anni della formazione in Sardegna, quindi si trasferisce a Firenze dove studia Industrial Design all’I.S.I.A. diplomandosi nel 1990 con Jonathan De Pas.
Dal 1994 al 1997 lavora con Andrea Branzi e parallelamente inizia la libera professione.
Dal 1996 al 2004 ha costantemente preso parte alle iniziative culturali, alle mostre ed ai concorsi organizzati da OPOS.
Nel 2004 ha insegnato progettazione all’Istituto Europeo Design a Milano.
Nel 2007 è stata membro del “Consiglio Italiano del Design” istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Ha partecipato a numerose esposizioni collettive in particolare quelle che hanno formato la generazione dei cosidetti “giovani Designers Italiani”.
Attualmente vive e lavora tra Milano e Parigi.Suoi progetti sono in produzione per Alessi, ENO (Paris), Morellato, Nodus, Pandora Design e RSVP.


“Banderuola segnavento” (2011)



“Bulbi” (1992)
collezione di vasi per fiori (Autoproduzione)
vetro, filo di acciaio, bambù.
Limited Edition 1992/2002.



PENSIERI.
” Quando progetto mi muovo con timore, senza alcuna spavalderia. Conservo e coltivo, quel distacco che permette di non vedere qualsiasi cosa come un capolavoro.”


” Sono attratta dagli oggetti comuni, mi piace osservarli e apportare piccoli cambiamenti. Non mi interessa stravolgere gli oggetti alla ricerca delle immagini del futuro, nè tentare di imporre al fruitore nuovi comportamenti.Credo che l’evoluzione formale, come quella del pensiero, sia fatta di modesti passaggi. La nuova visione non cancella il preesistente, ma si relaziona con essa.”


” Vorrei che i miei oggetti fossero così equilibrati da attirare il secondo sguardo, quello che si dedica alle cose che vale la pena di osservare.”


” Io mi occupo di questioni estetiche e so bene che ci può essere una dimensione politica anche nell’estetica. Lavoro per una elite che può capire e sostenere il mondo del design. Non mi sento in colpa se il costo degli oggetti di design è più alto di quello degli altri prodotti, la ricerca e la qualità hanno purtroppo un prezzo, ma tutti possono trarre giovamento dal miglioramento ( io non posso permettermi delle opere d’arte, ma ricavo comunque beneficio dalla loro esistenza). Forse dirò qualcosa di poco popolare, ma penso che il design produca cultura e che quindi la questione sia molto più sottile che non abbassare i prezzi per rendere i prodotti fruibili a tutti.

E’ il pensiero e la sensibilità che bisogna divulgare per mettere più persone nelle condizioni di conoscerli e e di comprendere la loro bellezza e, magari anche, di possederne qualcuno. Il lavoro da fare è quindi più strutturale, più difficile: la democratizzazione del design passa attraverso la divulgazione della cultura del design e quindi attraverso il miglioramento dell’estetica della vita.”


” Più che oggetti i miei sono pensieri, ma per essere pensieri riusciti devono funzionare anche come oggetti.”


(Portrait courtesy of ITALO PERNA photographer)


“PAST/FUTURE” site specic exhibition a cura di Vincenzo Basile, Milano (2013)

“LUXURY IS NOT A WASTE” site specic exhibition a cura di Vincenzo Basile, Roma (2013)

“DESIGN THE ITALIAN EXCELLENCE” site specific exhibition a cura di Vincenzo Basile, Milano (2014)

“FROM TRADITION TO 3D PRINTING” site specific exhibition a cura di Vincenzo Basile,Fuorisalone Milano (2014)

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