FALCE “Scythe”
Collezione Ferri Forgiati
Basile Edizioni
Autore Design Anonimo
Edizione 2011 - " Triennale "
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BASILE ARTECO EDIZIONI
Le Falci realizzate in esclusiva per questa edizione sono realizzate in ferro forgiato al maglio e lavorato manualmente in Italia.
Edizione realizzata in occasione della presentazione in Triennale a Milano nel mese di marzo 2011 della Collezione dei “Ferri Forgiati” disegnata da Enzo Mari.
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Misure della Falce espressa in centimetri
cm. 62x10 c.a.
Product Made in Italy.
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Prezzo per esemplare:
Consultare sezione Acquisti
Euro 160,00 (IVA compresa)
in vendita anche online.
Photograph courtesy of Enrico Campus.
Le Falci realizzate in esclusiva per questa edizione
sono realizzate in ferro forgiato al maglio e lavorato manualmente in Italia.
Edizione realizzata in occasione della presentazione in Triennale a Milano bookstore nel giorno 16 Marzo 2011
della Collezione dei “Ferri Forgiati” durante l'incontro pubblico con Enzo Mari "Il lavoro del Design" alla vigilia dell'inizio delle celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia.
IL VALORE DELLE FALCI
Da un testo di ENZO MARI
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“… falci?
Sì perché sono bellissime.
Le trovo bellissime anche se , come tutti da giovane ero intimorito dall’immagine barocca della Grande Mietitrice.
E’ evidente che non uso la parola bellissima in senso edonistico, ma perché penso che la falce sia un modello di quello che il design dovrebbe essere.
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Questa situazione di ossessione creativa e produttiva ha portato al totale scadimento della domanda progettuale: anche coloro i quali posseggono una cultura del progetto , che pur esistono, non riescono ad esprimerla; e quando, sia pur in modi acrobatici, pervengono a risultati di qualità, questi risultano ininfluenti, travolti nel mare della ridondanza.
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il progetto è fondato essenzialmente sulla cultura della tecnologia e su quella dei rapporti di produzione.
Se questo è chiaro si capisce anche come il progetto si debba porre in relazione alla cultura dell’arte, certamente non in modo imitativo poiché in tal caso lo si degrada ad arte applicata.
Riappare la qualità formale dell’arte, – in quanto espressione dell’ideale di una società – poiché l’uso corretto della tecnologia correlato strettamente alla trasformazione dei rapporti di produzione (ricordiamo anche nel senso dei bisogni ) possono essere assunti quale unica prospettiva ideale della nostra società.
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La progettazione di questo manufatto doveva necessariamente essere perfetta. La garanzia della perfezione è data dalla compartecipazione al processo di progetto da parte delle due figure depositarie delle culture di riferimento citate: le ragioni della tecnologia espresse dal fabbro e le ragioni del bisogno espresse dal contadino.
Vediamo quali sono i bisogni a cui la tecnologia ha risposto: la falce deve essere la meno costosa possibile ( i contadini sono sempre stati poveri ); deve essere efficentissima ( molto robusta e molto leggera: il gesto faticoso di mietere dall’alba al tramonto ); l’efficienza deve poter essere mantenuta dal contadino stesso ( che frequentemente la riaffila con pietra abrasiva e periodicamente attenta martellatura ).
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Premessi questi bisogni generali, una serie complessa di bisogni specifici, variamente interrelati, ha portato a piccole variazioni di forma o dimensione: per le caratteristiche del terreno (pianura, collina, scosceso, pietroso, ecc. ) e per la durata del lavoro di falciatura.
Queste differenze sono dovute anche al fatto che il processo di progetto della falce è avvenuto in epoche, paesi e continenti diversi (tenendo anche conto degli elementi di tradizione locale, propri della cultura contadina).
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Ciò nonostante i diversi specifici bisogni ed elementi di tradizione portano le condizioni di lavoro progettuale a dare lo stesso risultato archetipico di alta qualità formale.
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Dunque, la riverifica nell’arco di 5.000 anni ha portato il progetto a diventare norma.
Oso dire che tale dovrebbe essere l’obbiettivo di ogni progetto, oggi, se si uscisse dall’ebefrenismo del “nuovo” per il “nuovo”. (continua) …”
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ENZO MARI, giugno 1989
Estratti dal testo pubblicato integralmente nella sezione di questo sito in “Le Collezioni” alla voce FALCE “Scythe”.
Scritto pubblicato in occasione della mostra “Perché una mostra di falci?”